33 - Arrivo a caso: perché vedo intervalli troppo lunghi? Il paradosso dell'ispezione
14-09-2026
Probabilità e combinatoria nei giochi
MATH
14-09-2026
Probabilità e combinatoria nei giochi
Supponiamo di osservare un processo nel quale certi eventi si presentano a intervalli irregolari.
Potrebbero essere:
arrivi di un autobus
comparsa di un certo risultato
successi in una sequenza di prove
segnali registrati nel tempo
Conosciamo la durata degli intervalli fra un evento e il successivo e vogliamo stimare quanto siano lunghi in media.
Una strategia apparentemente naturale è:
Arrivo in un istante scelto a caso, guardo l'intervallo nel quale sono capitato e registro la sua lunghezza.
Il problema è che questa osservazione non campiona gli intervalli tutti con la stessa probabilità.
Un intervallo lungo contiene più possibili istanti di arrivo.
Perciò viene intercettato più spesso.
Questo effetto è chiamato paradosso dell'ispezione.
Il paradosso non consiste in una contraddizione matematica. Nasce dal fatto che stiamo confrontando due protocolli di campionamento diversi:
scegliere un intervallo a caso
contro:
scegliere un istante a caso
poi osservare l'intervallo che contiene quell'istante
Vediamo la differenza con un esempio che possiamo contare esattamente.
Immaginiamo di avere esattamente:
50 intervalli di lunghezza 1
50 intervalli di lunghezza 5
In totale abbiamo quindi:
100 intervalli
Se scegliamo un intervallo uniformemente tra i 100, le due lunghezze hanno probabilità:
$$ \begin{gathered} P(L=1) = 1/2 \ P(L=5) = 1/2 \end{gathered} $$
La lunghezza media è:
E[L]
=
(1·50 + 5·50) / 100
=
300/100
=
3
Questa è la media degli intervalli come oggetti.
Gli intervalli corti occupano complessivamente:
50 · 1
=
50
unità di tempo.
Gli intervalli lunghi occupano invece:
50 · 5
=
250
unità di tempo.
La linea temporale contiene quindi:
50 + 250
=
300
possibili unità di osservazione.
Se scegliamo una di queste 300 unità uniformemente, la probabilità di cadere in un intervallo di lunghezza 1 è:
50/300
=
1/6
≈
16,67%
mentre la probabilità di cadere in un intervallo di lunghezza 5 è:
250/300
=
5/6
≈
83,33%
Gli intervalli lunghi costituiscono soltanto metà degli intervalli, ma contengono cinque volte più istanti ciascuno.
L'osservatore li incontra quindi cinque volte più spesso.
La lunghezza media dell'intervallo intercettato diventa:
$$ E[L*] = 1 \cdot 1/6 + 5 \cdot 5/6 $$
quindi:
E[L*]
=
1/6 + 25/6
=
26/6
=
13/3
≈
4,3333
Confrontiamo:
media degli intervalli = 3
media dell'intervallo osservato = 13/3 ≈ 4,3333
Non è cambiato nessun intervallo.
È cambiato come lo abbiamo scelto.
Supponiamo che una lunghezza l abbia probabilità originaria:
$$ P(L=l) $$
quando scegliamo un intervallo uniformemente.
Un intervallo di lunghezza l contiene l volte più possibili istanti di osservazione di un intervallo di lunghezza 1.
Perciò, osservando a un istante casuale, il suo peso diventa proporzionale a:
$$ l \cdot P(L=l) $$
Per normalizzare dividiamo per la lunghezza media:
P(L*=l)
=
l · P(L=l)
---------------
E[L]
Questa è la distribuzione distorta dalla lunghezza, o length-biased distribution.
La probabilità originaria non viene sostituita da una nuova legge fisica. Stiamo descrivendo la distribuzione prodotta da un diverso metodo di osservazione.
Usando la formula precedente:
$$ E[L*] = \sum l \cdot P(L*=l) $$
sostituiamo il peso distorto:
$$ E[L*] = \sum l \cdot l P(L=l) / E[L] $$
quindi:
E[L*]
=
E[L²]
------
E[L]
Nel nostro esempio:
E[L²]
=
(1² + 5²)/2
=
13
perciò:
$$ E[L*] = 13/3 $$
come avevamo trovato contando direttamente le 300 unità temporali.
Se tutti gli intervalli avessero la stessa lunghezza, per esempio sempre 3, non ci sarebbe alcun bias:
$$ \begin{gathered} E[L] = 3 \ E[L*] = 3 \end{gathered} $$
Il paradosso compare perché le durate variano.
Infatti:
$$ E[L^{2}] = \operatorname{Var}(L) + E[L]^{2} $$
quindi:
$$ E[L*] = E[L] + \operatorname{Var}(L)/E[L] $$
La differenza è:
$$ E[L*] - E[L] = \operatorname{Var}(L)/E[L] $$
Se la varianza è positiva, la media vista da un osservatore casuale è necessariamente più grande della media degli intervalli.
Nel nostro modello:
E[L] = 3
Var(L) = 4
quindi:
$$ E[L*] = 3 + 4/3 = 13/3 $$
Consideriamo ora una sequenza di prove indipendenti.
A ogni data abbiamo:
successo con probabilità p
insuccesso con probabilità q = 1-p
Possiamo pensare, per esempio, a lanci ripetuti di un dado e chiamare successo:
"esce 6"
In questo caso:
$$ p = 1/6 $$
La distanza T fra due successi consecutivi ha distribuzione geometrica:
$$ P(T=t) = p q^{t-1} t=1,2,... $$
come nell'articolo 14.
La sua media è:
$$ E[T] = 1/p $$
Per il dado:
E[T]
=
6
Questa è la distanza media fra due 6 consecutivi quando campioniamo gli intervalli uno dopo l'altro.
Ora immaginiamo un ispettore che arriva a una data molto lontana dall'inizio della sequenza.
Chiamiamo:
U = tempo trascorso dall'ultimo successo
V = tempo fino al prossimo successo
L'intervallo che contiene la data di ispezione ha lunghezza:
$$ T* = U + V $$
Nel modello discreto di Foata e Fuchs, per date sempre più lontane dall'origine:
V
ha la stessa legge geometrica del normale tempo fra successi, mentre:
U
ha la stessa legge di:
T' - 1
con T' geometrica indipendente e con lo stesso parametro p.
Quindi l'intervallo osservato tende ad avere la stessa distribuzione di:
T* = T + T' - 1
con T e T' geometriche indipendenti.
Poiché:
E[T] = 1/p
E[T'] = 1/p
otteniamo:
$$ E[T*] = 1/p + 1/p - 1 $$
ossia:
$$ E[T*] = 2/p - 1 $$
Per una moneta equa:
$$ p = 1/2 $$
quindi:
intervallo medio normale = 2
intervallo medio ispezionato = 3
Per il nostro dado, osservando i 6:
$$ p = 1/6 $$
abbiamo:
intervallo medio normale
=
6
ma:
intervallo medio contenente
una data di ispezione casuale
=
2·6 - 1
=
11
L'ispettore registra quindi, in media, un intervallo quasi doppio rispetto alla distanza media fra 6 consecutivi.
Per la geometrica:
$$ P(T=t) = p q^{t-1} $$
e:
$$ E[T]=1/p $$
Applicando il campionamento proporzionale alla lunghezza:
P(T*=t)
=
t · p q^(t-1)
-------------
1/p
quindi:
$$ P(T*=t) = t p^{2} q^{t-1} $$
La stessa formula nasce da:
T* = T + T' - 1
perché per ottenere T*=t ci sono esattamente t coppie positive:
(T,T')
con:
T + T' = t+1
Ognuna ha probabilità:
$$ p^{2} q^{t-1} $$
quindi il totale è:
$$ t p^{2} q^{t-1} $$
Abbiamo raggiunto lo stesso risultato da due strade diverse:
bias di lunghezza
↔
somma di due attese geometriche meno 1
Questo punto evita una confusione importante con la gambler's fallacy.
Nel modello Bernoulli indipendente, se siamo arrivati oggi e non è ancora comparso il prossimo successo, la probabilità del successo alla prossima prova resta:
$$ p $$
La memoria del processo non è cambiata.
In particolare, il tempo futuro V fino al prossimo successo resta geometrico con media:
$$ 1/p $$
Il paradosso riguarda invece la lunghezza totale dell'intervallo nel quale siamo capitati.
Un intervallo lungo ha più punti nei quali l'ispettore può arrivare.
Quindi viene sovracampionato.
Non stiamo dicendo:
"siccome è passato molto tempo,
il successo è diventato meno probabile"
Stiamo dicendo:
"se scelgo un istante a caso,
è più facile che quell'istante appartenga
a un intervallo lungo"
Sono affermazioni completamente diverse.
Lo standalone C# associato a questo articolo è:
ParadossoIspezione.cs
Per il catalogo:
50 intervalli da 1
50 intervalli da 5
possiamo calcolare direttamente entrambe le medie.
int[] lunghezze = { 1, 5 };
int[] frequenze = { 50, 50 };
long numeroIntervalli = 0;
long tempoTotale = 0;
long sommaQuadrati = 0;
for (int i = 0; i < lunghezze.Length; i++)
{
numeroIntervalli += frequenze[i];
tempoTotale +=
(long)lunghezze[i] * frequenze[i];
sommaQuadrati +=
(long)lunghezze[i]
* lunghezze[i]
* frequenze[i];
}
double mediaIntervalli =
(double)tempoTotale / numeroIntervalli;
double mediaIspezionata =
(double)sommaQuadrati / tempoTotale;
Console.WriteLine(mediaIntervalli); // 3
Console.WriteLine(mediaIspezionata); // 4,333333...
Non è Monte Carlo: stiamo pesando esattamente tutti gli intervalli e tutti gli istanti del piccolo modello.
Il file standalone associato all'articolo aggiunge anche:
probabilità osservate 1/6 e 5/6
formula geometrica
media 2/p-1
simulazione riproducibile come controllo empirico
Il paradosso dell'ispezione insegna una lezione che va oltre i tempi di attesa.
Il dato che osserviamo può dipendere dal meccanismo con cui abbiamo ottenuto il campione.
Nel nostro esempio:
scegliere un intervallo
produce una distribuzione.
Scegliere invece:
un istante
→
poi l'intervallo che lo contiene
produce una distribuzione diversa, perché gli intervalli lunghi hanno più occasioni di essere selezionati.
La regola generale è:
$$ P(L*=l) = l P(L=l) / E[L] $$
con:
$$ E[L*] = E[L^{2}]/E[L] = E[L] + \operatorname{Var}(L)/E[L] $$
Nel processo Bernoulli:
$$ \begin{gathered} E[T] = 1/p \ E[T*] = 2/p - 1 \end{gathered} $$
Per i 6 di un dado:
6
→
11
senza che il dado abbia acquisito memoria e senza che la probabilità del prossimo 6 sia cambiata.
Nel prossimo articolo useremo un'altra idea molto importante: quando abbiamo moltissime prove e un evento raro, una distribuzione binomiale può essere approssimata sorprendentemente bene da una Poisson.